Sbatti l’apostrofo in prima pagina

Saviano posta su Twitter una frase con un refuso da penna blu: «Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola?»
Quel «qual è» con l’apostrofo non passa inosservato tra gli opinionisti del centrodestra, che immediatamente si indignano (si indignano sempre davanti a così gravi fatti). Ignorante! Non lo sai che qual è si scrive senza apostrofo? Anche a Casal di Principe rispettano la grammatica! Saviano fuorilegge, grammaticalmente parlando. Anche penalmente forse.
Ma Saviano non chiede scusa, anzi rilancia affidando la replica a Twitter: «Ho deciso
continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come Pirandello e Landolfi.»
Ed ecco che gli scrittori (di sinistra) si schierano con lo scrittore Saviano, mentre i giornalisti (di destra) si schierano contro il giornalista Saviano.
Però sia a destra sia a sinistra si scordano la domanda di Saviano.
Qual è il peso specifico della libertà di parola? Bassissimo, poiché nessuno spende una parola per i 70 giornalisti uccisi in Russia. Qual è il peso specifico della libertà di parola? Altissimo, poiché ognuno può scrivere qual è come meglio crede.
Non sono pro o contro, però all’apostrofo grigio di Saviano (e di chi lo critica) preferisco l’apostrofo rosa di Cyrano de Bergerac, questo sì sensato e sensuale.
Il mio pensiero va ora alle maestre delle elementari che si troveranno nell’imbarazzante ruolo di dover giudicare il qual è con l’apostrofo nei temi degli alunni: lo dovranno considerare l’errore di grammatica di un prosatore alla io speriamo che me la cavo? O la licenza poetica di un promettente Landolfi Pirandello fu Saviano?